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Dolore (Algesia)

Dolore (Algesia) (1)

 

Il Dolore (Algesia), è un fenomeno complesso definito come una esperienza individuale spiacevole e soggettiva, di tipo emozionale e sensoriale, associata ad un danno dei tessuti - anche potenziale - direttamente collegata sia alle componenti del corpo sensoriali (nocicezione), che a quelle emotive, affettive, esperienziali che a loro volta partecipano ad elaborare quanto percepito.

 

Rimandiamo alle schede specifiche per i tipi di dolore fino affrontati da INatural.it in base alla possibile esistenza di Rimedi Naturali:

 

1. Dolore Acuto [prossimamente]

2. Dolore Cronico [prossimamente]

3. Dolore del Parto [prossimamente]

 

Per approfondimenti sul tema del dolore rimandiamo al sito di IASP (International Association for the Study of Pain).


Crediti Immagine: "Pain" di Michele Di Trani - Alcuni diritti sono riservati

 

 

 

 

 

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Dolore Acuto (0)

Che cosa è il Dolore Acuto

Il Dolore (Algesia), è un fenomeno complesso definito come una esperienza individuale spiacevole e soggettiva, di tipo emozionale e sensoriale, associata ad un danno dei tessuti - anche potenziale - direttamente collegata sia alle componenti del corpo sensoriali (nocicezione), che a quelle emotive, affettive, esperienziali che a loro volta partecipano ad elaborare quanto percepito.

Si tratta dunque di una percezione e non un senso come vista o udito o gusto. Essa è la risultante da una componente percettiva (nocicezione) legata alla trasmissione dello stimolo doloroso al cervello e da una componente esperienziale che dipende esclusivamente dal soggetto, dal modo in cui recepisce e sperimenta le sensazioni del dolore. Proprio per questo la soglia del dolore, la definizione di un limite oltre il quale una sensazione viene identificata come dolore, è soggettiva.

Grazie alla componente sensoriale è possibile definire intensità, durata e localizzazione, mentre le componenti psico-emozionali permettono di identificare il tono del dolore aggettivandolo di specifiche quali penoso, insopportabile, spiacevole, potente, etc... La componente cognitiva è in grado di modificare la percezione del dolore ed i comportamenti che ne derivano, definendo il modo con cui si esprime la propria sofferenza.

 

 

Tipologie e classificazioni del Dolore Acuto.

Il dolore acuto è di per sé un sintomo (considerato alla stregua di un segno vitale come pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura corporea, etc..), segnale iniziale di malattia o trauma e dello sviluppo di questa, che può influenzare negativamente la vita di una persona, fino ad annichilirla.

A differenza del dolore cronico [prossimamente], richiama l'attenzione su una potenziale o reale lesione tissutale in corso ed è caratterizzato dal fatto che di norma è localizzato, ha breve durata, sparisce in seguito a guarigione. Rappresenta dunque una risposta fisiologica fondamentale che permette agli individui di adottare comportamenti per salvaguardare la propria integrità fisica. Esso è da osservare, rispettare, usare per comprendere lo stato complessivo del problema, e da sedare solo in seguito ad attenta analisi. Il dolore - o meglio le speciali dinamiche che identifichiamo con questo termine - è appunto fisiologico e spesso funzionale alle risposte di auto-guarigione.  

 

E' dunque categorizzato come nocicettivo,  ovvero correlato ai recettori del dolori (nocicettori), oppure neuropatico che dunque interessa il sistema nervoso, o ancora psichico riguardante le componenti psicologiche e relazionali ed infine misto, dove queste categorie si sovrappongono.

Viene anche tipizzato anche in base alla durata come dolore transitorioun dolore che spesso passa prima ancora che venga identificata la causa scatenante, oppure dolore recidivo, un dolore che tende a ripresentarsi come ad esempio il mal di testa in chi ne soffre, oppure ancora dolore persistente.

La causa scatenante del dolore acuto nocicettivo può anche definirlo come infiammatorio e non-infiammatorio

Il dolore acuto può essere anche neuropatico, ad esempio derivando da una infezione che attacchi il sistema nervoso (es. Fuoco di Sant'Antonio) alla derivante alterazione di nervi, vie spinali, talamo etc...e non essendo causato da una lesione tissutale è di difficile localizzazione o cura. Questo tipo di dolore può evolvere verso forme croniche e causare alterazioni della percezione del dolore (parestesia, allodinia, iperalgesia, etc...).

In ultimo, il dolore acuto può comunque e sempre essere psicogeno. E' il dolore che esiste in assenza di una causa organica o che non è giustificato, nella sua intensità, dalla causa organica e che è possibile ascrivere a problemi psicologici.

 

Superate queste possibili classificazioni, quando il dolore non è di origine organica nè psicogene viene definito idiopatico, cioè privo causa apparente.

Quando il dolore si sviluppa sia l’ambito puramente fisico, che in quello psicologico e spirituale si parla di dolore totale o globale come nel caso della fase oncologica terminale.

 
Come si sviluppa il Dolore Acuto.

Il dolore nocicettivo acuto è l'effetto dell’attivazione di fibre nervose libere chiamate nocicettori posti presso gli organi interni viscerali o oppure somatici, ovvero presso cute, sottocute e muscoli. 

Nel caso di lesione somatica, il dolore nocicettivo è ben localizzato, eppure il dolore somatico può anche essere un dolore "riferito", cioè il danno in corso non necessariamente è localizzato esattamente nel punto in cui si percepisce il dolore.

La lesione viscerale al contrario causa un dolore dalla localizzazione meno precisa, può associarsi a nausea, vomito, alterazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. 

 

L'esperienza stessa di un dolore molto intenso può lasciare tracce “mnemoniche“ apparentemente in grado di agire come stimoli dolorosi anche in assenza di reali lesioni in corso. Questa memoria del dolore potrebbe avere una sua base neurofisiologica, legata ad alterazioni dei neuroni spinali e/o ad uno squilibrio fra vie nervose eccitatorie e inibitorie. Essa può comportare, riduzione della soglia del dolore, iperalgesia, incremento della risposta neuronale, persistenza o peggio cronicizzazione del dolore.

 

Lo stimolo dolorifico è un "segnale" che parte dalla periferia, dai nocicettori, ed arriva al midollo spinale. I nocicettori sono composti di fibre nervose di due tipi: A-Delta e fibre C. Il primo tipo conduce velocemente il segnale (grazie alla presenza di guaina mielinica scarsamente interrotta), mentre il secondo tipo (fibre non-mieliniche) veicolano lentamente il segnale ed in entrambi i casi fanno giungere il segnale fino al midollo spinale (processo di conduzione e trasmissione del segnale). I nocicettori sono attivati da stimoli termici, meccanici e chimici mentre una reazione biochimica converte il segnale in impulso nervoso (processo di trasduzione del segnale). Da qui viene inviato verso il talamo, struttura del sistema nervoso centrale presente nel cervello e deputata alla ricezione del segnale nocicettivo (percezione del segnale)ed allo smistamento verso la corteccia cerebrale (percezione conscia del dolore) oppure il sistema limbico (percezione inconscia ed emotiva).

Nel sistema limbico l’ippocampo, l’amigdala e l’ipotalamo verranno scatenati gli effetti del dolore sullo stato d’animo.

 

 

 

I trattamenti per il Dolore Acuto: dai farmaci analgesici ai Rimedi Naturali

Il dolore è un fenomeno che può pesantemente influenzare la vita degli individui. Per questo da sempre l'umanità utilizza e ricerca analgesici, allo scopo di alleviare il profondo stato di sofferenza che il dolore fisico può indurre nelle persone.

Il percorso che l'impulso nervoso fa, partendo dai nocicettori fino al sistema nervoso centrale non è lineare e univoco e risente di molti meccanismi in grado di amplificare o inibire il segnale (antinocicettivi), di potenziare o inibire dunque la percezione del dolore. E' composto di diverse "tappe" durante le quali è possibile interferire (o interrompere) per mediare diversamente il fenomeno del dolore (analgesia) intervenendo in uno qualsiasi dei processi. Il corpo stesso produce sostanze per modulare ed interrompere questi percorsi che sono noti come antinocicettivi e comprendono ad esempio gli endocannabinoidi e i peptidi oppioidi (encefaline, endorfine, dinorfine).

Allo stesso modo alcuni farmaci si inseriscono sul complesso percorso del segnale doloroso (analgesia) a diversi livelli: i farmaci FANS intervengono nella trasduzione del segnale (es. ibuprofene, naprossene, nimesulide, diclofenac, ketorolac), l'analgesia spinale nella trasmissione del segnale, gli oppiodi nella modulazione, e gli antidepressivi nella percezione. 

 

Quando il dolore acuto è di tipo persistente o recidivo, come purtroppo spesso accade, bisogna però fare i conti con i pesanti effetti collaterali di questi farmaci. A seconda del caso e del tipo, possono danneggiare irrimediabilmente il corpo umano nelle sue funzionalità basiche, anche con dosaggi bassi. Per questo non deve mai fermarsi la curiosità e l'interesse per le sostanze naturali a disposizione eventualmente per l'analgesia. Diversi Rimedi Naturali infatti posso agire da analgesici oppure coadiuvare l'attività dei farmaci, magari limitandone l'utilizzo in termini di quantità e frequenza. Le informazioni che raccoglieremo saranno prontamente raccolte nelle seguenti schede:

 

1. Estratto liquido di Betulla per il trattamento del Dolore Acuto [prossimamente]

 


Per ulteriori approfondimenti sul tema del dolore rimandiamo al sito web di IASP (International Association for the Study of Pain).


Crediti Immagine "Red Suffering - Sofferenza Rossa" di Paolo Avezzano -  Alcuni diritti sono riservati

 

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Un Rimedio Naturale che viene dal Nord del mondo

La Linfa di Betulla è tradizionalmente utilizzata per trattare infiammazioni e dolore. Da secoli, sopratutto le popolazioni del nord tra cui i russi e quelle asiatiche, assumono abitualmente questa ricca bevanda sia per le doti che può vantare come integratore di numerosi elementi nutrizionali, che come Rimedio Naturale. La realtà è secondo noi, è che attualmente questo rimedio naturale viene sottaciuto per mere ragioni commerciali mentre estratti e derivati vengono puntualmente commercializzati con nomi non identificabili e la comunità scientifica si affanna ad accaparrarsi un brevetto sulla manipolazione dei suoi componenti come l'acido betulinico e la betulina.

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