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Diabete Mellito (Tipo 2): Siamo tutti a rischio, anche i bambini

Diabete Mellito (Tipo 2): Siamo tutti a rischio, anche i bambini (1)

 
Una pandemia mondiale, un pericolo mortale.

 

Il Diabete di tipo 2 è ormai considerato una pandemia mondiale, una emergenza sanitaria (vedi audizione Dott. Antonio Nicolucci in Senato) vera e propria di tutti i paesi sviluppati ed in via di sviluppo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità lo riconosce come un'epidemia globale.[15]

Ciononostante, in Italia e non solo, se ne parla pochissimo ed al momento non sono attuati screening per la diagnosi precoce poiché le terapie a disposizione attualmente non sembrano dare particolari benefici in una stato di prediabete ed inoltre il sistema sanitario nazionale potrebbe non sapere fare fronte ad una impennata di rischieste di servizi e indagini diagnostiche approfondite.

Per quanto noto fin dall'antichità, solo di recente ha iniziato ad avere una incidenza tale da essere considerata una seria epidemia causata dalla modernità con tutte le sue cattive abitudini alimentari, sociali, ecologiche.

Se già a partire dall'Antico Egitto l'umanità tiene traccia di questa strana affezione che induce l'urina ad essere ricca di zucchero tanto da attrarre gli insetti, sappiamo però che si trattava di una affezione rara cui durante il periodo dell'impero romano, mentre nei tempi moderni sembra non avere un freno la crescita esponenziale di casi, con una non casuale preponderanza di casi nei paesi sviluppati ed in quelli in via di sviluppo, con particolare incidenza in alcuni gruppi etnici.

Nel 2010 è stato stimato che nel mondo vi fossero 285 milioni di persone affette da diabete di tipo 2, ovvero circa il 6% della popolazione adulta mondiale. Tradizionalmente considerata una malattia degli adulti, il diabete di tipo 2, è sempre più spesso diagnosticato nei bambini (negli adolescenti statunitensi, viene ormai diagnosticato con frequenza simile al diabete di tipo 1), in parallelo con l'aumento dei tassi di obesità , ovvero coerentemente con l'assunzione di una alimentazione sempre più sbagliata, priva dei minimi requisiti fisiologici per la nostra specie, e fondata solo sulla risposta al pressing pubblicitario.

 

Conoscere il diabete per evitarlo

Il Diabete Mellito di tipo 2 rappresenta una delle patologie legate al metabolismo del glucosio. E' anche detto diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM) o diabete dell'adulto, poiché la glicemia alta dipende non tanto da una scarsa produzione di insulina (la sostanza preposta a permettere l'assorbimento degli zuccheri da parte delle cellule), quanto alla resistenza ad essa ovvero ad insulino-resistenza. Si differenzia quindi dal diabete mellito di tipo 1 dove al contrario vi è una carenza assoluta di insulina a causa della distruzione delle Isole di Langerhans del pancreas. In questo contesto di insulino-resistenza che comporta insulino-deficienza relativa, non risulta risolutiva la semplice introduzione di insulina per via iniettabile.

 

La riduzione  del numero dei recettori per l’insulina,  l'incapacità di utilizzare l’insulina, comporta che il glucosio trova difficoltà ad entrare nelle cellule ed inizia ad accumularsi nel sangue. Neppure l’incremento della sua produzione è in grado di compensarla in maniera adeguata.

In questo caso si osservano nel sangue alti valori di glucosio (iperglicemia) e di insulina (iperinsulinemia).

La resistenza all’insulina può temporaneamente venire in parte compensata dal pancreas che ne aumenta la produzione, subendo però un sovraccarico di lavoro che nel tempo può comportarne l'esaurimento funzionale, ovvero determinarne l'incapacità totale di produrre ulteriormente insulina.

Questo stato di compensazione solitamente "cela" momentaneamente il diabete, esprimendo uno stato intermedio detto di intolleranza al glucosio, durante la quale i parametri che sanciscono l'iperglicemia che diagnostica il diabete non vengono superati. L'autore di Sugar Blue denunciava questa condizione presente quasi nel 50% degli americani, definendolo stato di pre-diabete, già negli anni '80. Attualmente questa condizione è considerata un forte fattore di rischio di sviluppare successivamente una forma conclamata di diabete. 

 

La resistenza all'insulina di fatto esprime il grave deficit per le cellule di non riuscire a nutrirsi. Da ciò è facile immaginare quante e quali complicazioni anche gravissime possono ingenerarsi dal persistere di tale condizione.

Il diabete di tipo 2 rappresenta circa il 90% dei casi di diabete con il restante 10% dovuto principalmente al diabete mellito tipo 1 [prossimamente] e al diabete gestazionale [prossimamente]. 

 

La rischio riguarda tutti, non solo gli anziani, ma anche i bambini. Prevenire è un dovere.

Secondo l’Associazione Americana per il Diabete (A.D.A.): «Il diabete è una malattia cronico degenerativa incurabile», qualcosa dunque che è davvero meglio prevenire visti i danni che può provocare.

Attualmente però, la diffusione di informazioni utili a tal fine si limita a indicare i cosiddetti fattori di rischio, come se non fossero essi stessi da considerare patologie riferibili quasi esclusivamente a comportamenti scorretti ripetuti costantemente nel tempo.

Sono dunque i comportamenti scorretti e le abitudini sbagliate perché contrarie alla nostra fisiologia a dovere essere sottolineate per garantire "prevenzione", visto che una vera cura miracolosa per lo stadio conclamato non esiste.

Sono considerati fattori di rischio le seguenti voci. Per ciascuna di esse possiamo dedurre i comportamenti dannosi da evitare ai fini della prevenzione, e basta un colpo d'occhio per comprendere quanti di questi siano semplicemente legati all'alimentazione. 

1. Obesità [prossimemente] (BMI maggiore o uguale a 30 kg/m2 per il DM2): ciò dipende dal fatto che ogni singola cellula richiede la sua dose di insulina per assimilare glucosio. L'obesità è un fenomeno legato ad un eccesso (fino a tre volte il normale) di cellule adipose, gli adipociti, cellule che si formano solo durante i primi dieci anni di vita e il cui numero in eccesso dipende esclusivamente da alimentazione eccessiva e sbagliata. Si è obesi fin da bambini, oppure da adulti si può diventare sovrapeso, e le due cose per quanto riguarda il diabete sono molto diverse proprio perché, al di là di tutto cambia il numero di cellule da sfamare con glucosio e dunque insulina da parte del pancreas.

Se già imputiamo dunque uno stress da lavoro aumentato per un pancreas di un obeso, consideriamo anche la stretta correlazione con la scorretta alimentazione che solitamente ha determinato questo stato e che di norma lo protrae, traendo le debite conclusioni su come una simile situazione possa accelerare l'invecchiamento dell'organo e renderlo precocemente inefficiente.

 

 

The China Study: conoscere per salvarsi

A partire da una buona conoscenza del problema, possiamo sperare di non entrare mai a fare parte di quella vasta schiera di malati di diabete.

Questo libro rivoluzionario parla di salute ed alimentazione fondandosi su moltissimi studi fatti negli ultimi decenni, allo scopo di consapevolizzare le persone su come la loro salute sia nelle loro mani ed in fondo sulla  loro tavola. 

Finalmente tradotto in italiano, The China Study ha un costo davvero accessibile ed è fruibile da chiunque: un vero investimento sulla propria salute. 

2. Inattività fisica. Di suo questa abitudine è anti-fisiologica. Il corpo umano necessita di muoversi, costantemente e per tutta la vita. le abitudini sociali dell'occidente minano all'origine la salute interferendo con lavori sedentari, e attività poco vitali.

3. Ipertensione [prossimamente] (PAS maggiore o uguale a 140 mmHg e\o PAD maggiore o uguale a 90mmHg). Strettamente correlata all'alimentazione ed allo stile di vita.

4. Colesterolo HDL (minore o uguale a 35 mg/dl)  problema che neanche a dirlo, è strettamente legato alle abitudini alimentari.

5. Trigliceridi (maggiori o uguali a 250 mg/dl) - Ipertrigliceridemia [prossimamente], altro accumulo raramente indipendente da una pessima alimentazione.

6. diabete gestazionale [prossimamente]. Il diabete durante la gravidanza è un chiaro avvertimento di mal funzionamento. Si stima che il 90% delle donne sviluppino il diabete di tipo due se hanno manifestato diabete gestazionale.

7. alcuni farmaci danneggiano il corpo e le sue dinamiche in maniera profonda facilitando lo sviluppo di malattie metaboliche come il diabete. tra questi i glucocorticoidi, tiazidici, beta bloccanti, antipsicotici atipici e le statine (vedi scheda ipercolesterolemia).Nel caso delle statine ad esempio si rende evidente come rivolgersi a rimedi naturali e correzione dell'alimentazione per trattare l'ipercolesterolemia, sia quanto meno auspicabile per scongiurare fattori aggravanti il rischio di sviluppare diabete.
 
8. Altre Patologie primarie

9. Genetica

La componente genetica che può partecipare allo sviluppo delle patologie diabetiche è molto limitata. Poiché non si può di sicuro agire su tale fronte, rilevanti diventano tutti gli altri fattori su cui, in qualche modo, abbiamo maggiore controllo. 

Vi sono anche una serie di rari casi di diabete che insorgono a causa di un'anomalia in un singolo gene. Questi includono, tra gli altri, il Maturity onset diabetes of the young, (MODY), la sindrome di Donohue e la sindrome di Rabson-Mendenhall.Il diabete MODY costituisce dall'1% al 5% di tutti i casi di diabete nei giovani.[24]

 

10. Invecchiamento

Il pancreas come ogni organo subisce gli effetti dell'invecchiamento deteriorandosi e perdendo progressivamente le proprie capacità funzionali, ovviamente. Resta il fatto che un organo come il pancreas manutenuto perfettamente da una alimentazione fisiologica che non gli abbia imposto sovraccarichi e sovra lavoro continui, tenderà a preservarsi efficiente più a lungo.

 

 Suggerimenti di Approfondimento sul Diabete e su come gestirlo e prevenirlo

 

 

La prevenzione allora passa per forza da capire come nutrirsi, che è di per sé ormai una abitudine influenzata da molti fattori sociali come la dispobilità economica, le convezioni culturali e religiose, la disponibilità territoriale, etc... sia di per sé uno dei cardini del rischio diabete o al contrario del rischio quasi azzerato. I principali nemici nella nostra nutrizione vanno capiti ed evitati, ne sintetizziamo solo un paio.  

Grassi trans, grassi idrogenati e grassi saturi.

I grassi idrogenati ad esempio, grassi di cui negli ultimi decenni abbiamo riempito gli scaffali dei supermercati, non esistono in natura e quindi vengono gestiti male e con stress dal patrimonio organico al nostro metabolismo. Provocano disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane cellulari, malattie autoimmuni, diminuiscono le HDL e aumentano le LDL, favoriscono gli stati infiammatori ed interferiscono con l’insulina.
I grassi idrogenati si trovano spesso nelle margarine, anche se di recente una attenzione maggiore ha influenzato il mercato creando prodotti che non ne contengono. Gli oli vegetali in generale, prodotti a caldo e/o fritti, diventano tossici per le nostre cellule e favoriscono il diabete.

Inoltre, i recettori specifici per l’insulina posti sulla superficie esterna delle cellule vengono deformati da tutti i grassi saturi di derivazione animale (trigliceridi) e dai grassi idrogenati, poiché a loro volta si depositano sullo strato esterno delle cellule provocando una sorta di interferenza che impedisce di accogliere l'insulina e il glucosio.

 

Stato di Acidosi [prossimamente]

Questo stato è derivante principalmente dall'assunzione di proteine di origine animale, di alimenti raffinati (zuccheri, farine bianche etc..) e pastorizzati. Dopo essere state metabolizzate queste sostanze rilasciano ceneri acide che scatenano una reazione a catena: acidità aumentata, alcalinizzazione degli acidi, aumento della produzione di cortisolo per contrastare lo stato di infiammazione, aumento della glicemia, distribuzione sbilanciata del tessuto adiposo, e conseguenze correlate.

 

Il veganesimo (meglio se crudista) come prevenzione e cura

Attualmente Il diabete di tipo 2 viene trattato inizialmente con l'aumento dell'esercizio fisico e con modifiche nella dieta.

Di recente le raccomandazioni della ASL 1 di Milano sul tema della prevenzione e cura del diabete attraverso l'assunzione di una dieta vegana ha scatenato diverse polemiche, nonostante l'evidenza di quanto continua ad emergere sul cibo di derivazione animale: se non completamente inutile, più spesso è gravemente dannoso. A tal proposito suggeriamo la visione del seguente video.

 

L'alimentazione vegana esclude quasi tutti gli alimenti dannosi, ed introduce costantemente i cibi davvero nutrienti e che dunque permettono il corretto svolgimento delle funzioni metaboliche. Più semplice di così... eppure ancora si tentenna, fino ad arrivare alla somministrazione di meltaformina (e dei suoi effetti collaterali) senza avere prima tentato la via della dieta vegana, meglio ancora se crudista.

Può ancora essere somministrata anche l'insulina, sebbene sia chiaro come l'introduzione dall'esterno di questa sostanza, induca velocemente il pancreas a veloce atrofia. Per fortuna, testimonianze e studi aumentano, creando il terreno fertile per le vie alternative fondate sull'alimentazione ed eventualente sul supporto di Rimedi Naturali.

In caso di diabete, per ridurre al minimo la compromettente assunzione di farmaci, l'attività fisica che consuma lo zucchero nel sangue è fondamentale.

 

Conoscere il diabete per riconoscerlo in tempo (valori di riferimento)

L’insorgenza del diabete di tipo 2 è di solito graduale, progressiva con l’età e di solito priva di sintomi determinanti, sebbene possa palesarsi anche con un esordio “acuto”. Per questo, capita spesso che la diagnosi sia molto ritardata, quando i sintomi diventano evidenti e la malattia ha già causato danni. Spesso poi si scopre di essere diabetici o a rischio solo per caso, in seguito ad esami di laboratorio svolti magari per tutt'altro. Lo stato di prediabete poi, tende ad essere sottovalutato come risultato negativo, mentre di suo dovrebbe essere considerato motivo di allerta massima.

In questo documento sugli standard Italiani per la cura del diabete mellito vengono fornite interessanti informazioni per chi voglia approfondire il tema. In linea di massima vengono considerati valori di riferimento per la diagnosi di diabete mellito di tipo 2:

 

Glicemia plasmatica (mg/dl)¨
Ipoglicemia Glicemia < 60 mg/dl
Normalità Glicemia a digiuno: 60-99 mg/dl (3.3-5.5 mmol/L)°
Glicemia < 140 mg/dl dopo 2 ore da test da carico di glucosio (< 7.8 mmol/L)
Alterata glicemia a digiuno (IFG) Glicemia a digiuno: 100-125 mg/dl (≥ 5.5 – < 70 mmol/L)°
(Solo l’OMS indica ancora un range di 110-125 mg/dl)
Intolleranza al glucosio (IGT) Glicemia = 140-199 mg/dl dopo 2 ore da prova da carico (≥ 7.8 – < 11.1 mmol/L)
Diabete Glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dl* (≥ 7 mmol/L)°
Glicemia ≥ 200 mg/dl dopo 2 ore dal test da carico (≥ 11.1 mmol/L)
Glicemia ≥ 200 mg/dl in qualsiasi momento della giornata (rilievo occasionale)
¨ mg/dl significa milligrammi di glucosio in 100 millilitri di sangue
° mmol/L significa millimoli di glucosio in 1 litro di sangue
*In almeno due diverse occasioni è sufficiente a fare diagnosi di diabete, secondo le linee guida dell’American Diabetes Association e le Linee Guida Italiane
dati tratti da http://www.diabete.com/valori-di-riferimento-della-glicemia/.


Le manifestazioni percettibili spesso avvengono in correlazione allo stress dell’organismo (malattie infettive, assunzione di farmaci, gravidanza). Senza una presa di coscienza tempestiva ed l'assunzione di adeguati comportamenti preventivi, la possibilità di sviluppino complicanze croniche aumenta decisamente.

E’ stato ormai ampiamente dimostrato come sia necessaria la correzione delle alterazioni della glicemia per prevenire o ridurre i rischi correlati allo sviluppo di questa patologia.

In presenza di diabete infatti, la costante iperglicemia (se non trattata e gestita) darà origine a gravi danni agli organi quali occhi, reni, al sistema nervoso centrale e periferico, cuore, sistema circolatorio soprattutto degli arti inferiori (arteropatia obliterante degli arti inferiori, polineuropatia periferica, con rischio di ulcere diabetiche e rischio di amputazioni maggiori).

Alcuni dei sintomi possibili del diabete di tipo 2 sono:
– sensazione di stanchezza, poiché le cellule affamate perdono la loro energia fondamentale.
– frequente bisogno di urinare anche nelle ore notturne, per il tentativo del corpo di liberare il sangue da eccessi di glucosio e insulina.
– sete inusuale, per compensare gli eccessi di glucosio nel sangue
– perdita di peso improvvisa e immotivata, le cellule non riescono a nutrirsi.
– visione offuscata

– recupero lento nella guarigione delle ferite

 
I rimedi naturali a supporto della cura

I Rimedi Naturali che possono aiutare in caso di Dabete Mellito di Tipo due sono quasi tutti alimentari, ovvero cibi che favoriscono il metabolismo del glucosio ed aiutano il corpo a ripristinare le proprie funzionalità. Per ognuno di questi tratteremo il prima possibile ed in singole specifiche schede ogni possibile soluzione. 

 


Crediti Immagine: "World Diabetes Day 2014 at PAHO" di Pan American Health Organization - Alcuni diritti riservati

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Origano, l'erba della felicità.. e della salute   Anticamente noto come Erba della Felicità, questa pianta continua a distinguersi per le tantissime possibili applicazioni come Rimedio Naturale, gentile, affidabile, efficiente. La chiave d'azione è ovviamente da imputare ai tanti polifenoli concentrati nelle foglie di questa delizia che quotidianamente può allietare il palato, e che va ad aggiungersi al Basilico [prossimamente] ed al Rosmarino [prossimamente] tra le piante aromatiche che ben oltre il piacere della tavola, possono regalarci una salute migliore e magari una vita più lunga.   
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