Back to Top

1. Introduzione

2. Cosa dicono gli studi

3. Come usarlo

4. Documentazone

 

Introduzione  

Il Fieno Greco (Trigonella foenum-graecum) è utilizzato per scopi medicinali in varie tradizioni. Alcuni studi hanno dimostrato che i semi di questa pianta possono avere un effetto antidiabetico abbassando i livelli di Glucosio nel sangue a digiuno e migliorando la tolleranza al glucosio.

E' disponibile a basso costo nei paesi di tutto il mondo e viene utilizzato per vari scopi. Non sono segnalati effetti collaterali noti; pertanto, è generalmente sicuro da usare nei pazienti con Diabete o disturbi lipidici. Il fieno greco può anche essere utilizzato in combinazione con altri farmaci a base di erbe o come trattamento complementare insieme ad altri farmaci e modifiche dello stile di vita in pazienti con diabete o disturbi lipidici. Considerati i risultati dello studio citato in documentazone e le scoperte precedenti sull’effetto del fieno greco sul metabolismo, esiste il potenziale per un suo consumo e utilizzo più ampio.


Cosa dicono gli studi

Secondo recenti studi biochimici, i semi di fieno greco hanno proprietà antidiabetiche prolungando il tempo di svuotamento gastrico e riducendo l’assorbimento di Glucosio nell’intestino tenue a causa del loro alto contenuto di fibre. Ciò rallenta il metabolismo dei carboidrati e abbassa i livelli di glucosio nel sangue. Inoltre, favorisce un ripristino delle cellule pancreatiche salvaguardando le cellule β e un aumento dei livelli sierici di insulina mediante la stimolazione della rigenerazione delle cellule insulari (o del rilascio di insulina da cellule insulari preesistenti). 

Il fieno greco stimola anche l'attività della glicogeno sintasi e promuove la produzione di glicogeno epatico e muscolare. Ciò promuove la rigenerazione del glicogeno impoverito, diminuisce le citochine proinfiammatorie e gli enzimi pancreatici e regola i profili lipidici sierici e l'attività degli enzimi metabolici dei carboidrati sensibili all'insulina. Il fieno greco può aumentare la sensibilità all’insulina migliorando l’azione dell’insulina a livello cellulare, abbassando i livelli di HbA1c utilizzando il glucosio nei tessuti periferici e mantenendo i livelli di glucosio nel sangue. Non solo il fieno greco influisce sullo zucchero nel sangue, ma numerose revisioni suggeriscono anche un ruolo nel miglioramento dei profili lipidici, rendendolo adatto ai disturbi metabolici. Potrebbe essere possibile che esistano meccanismi d’azione correlati del fieno greco in cui le sue proprietà biochimiche potrebbero essere correlate al metabolismo degli zuccheri, dei lipidi o di entrambi.

 

Come utilizzarlo

Gli studi randomizzati hanno mostrato che la durata del trattamento superiore a 8 settimane comporta una migliore riduzione dei livelli di FPG (Glicemia plasmatica a digiuno).

Il consumo è stimato da 5 ai 30 grammi 2-3 volte al giorno. In particolare, uno studio su 60 pazienti con HbA1C (emoglobina glicata) fuori controllo, ha evidenziato un netto miglioramento dei valori, con 30 gr di polvere al giorno suddivisa in più somministrazione senza effetti collaterali.

NB: Contenendo molte fibre, in caso di intestino impigrito potrebbe dare origine ad ad una improvvisa ripresa dell'attività mocrobica provocando gas intestinali, gonfiore addominale, crampi e diarrea.

Documentazione

Informazione
Pubblicazione
Anno
V
VV
U
Informazioni e studi sull'Efficacia

- In questa revisione degli studi del 2022 vengono verificate le affermazioni su come il Fieno Greco sia utile nel controllo dell'iperglicemia diabetica

"Effetto del fieno greco sull'iperglicemia: una revisione sistematica e una meta-analisi"

2022

S

X

X
Informazioni e studi sull'Utilizzo
- Nessuna informazione disponibile al momento.
Informazioni e studi su Avvertenze, Rischi, Effetti collaterali
- Nessuna informazione disponibile al momento.
Legenda: 
"V" = Verificato
"VV" = Informazione o studio In Vivo
"U" = Informazione o studio riferito strettamente alla specie Umana

Crediti Immagine: "Andrea Moro
© Dipartimento di Scienze della Vita, Università degli Studi di Trieste
Distributed under CC-BY-SA 4.0 license"

 

Introduzione

Origano e iperglicemia

Cosa dicono gli studi

Come usare l'origano nell'iperglicemia

 

 

Origano, l'erba della felicità.. e della salute

 

Anticamente noto come Erba della Felicità, questa pianta continua a distinguersi per le tantissime possibili applicazioni come Rimedio Naturale, gentile, affidabile, efficiente.

La chiave d'azione è ovviamente da imputare ai tanti polifenoli concentrati nelle foglie di questa delizia che quotidianamente può allietare il palato, e che va ad aggiungersi al Basilico [prossimamente] ed al Rosmarino [prossimamente] tra le piante aromatiche che ben oltre il piacere della tavola, possono regalarci una salute migliore e magari una vita più lunga. 

 

L'Origano può contrastare l'iperglicemia

Di recente è stato studiato insieme ad altre piante aromatiche in quelle che possono essere le potenzialità come cura naturale contro il diabete di tipo due, fornendo promettenti risultati. 

 

I componenti biottivi dell'origano infatti, sembrerebbero agire contro un bersaglio tipico di alcuni farmaci anti-diabete chiamato dipeptidil peptidasi IV (DPP-IV). Questi farmarci però, le gliptine, sono stati associati a maggiore rischio di tumore (vedi articolo su Farmacovigilanza) mentre l'origano, al contrario, è in corso di riscoperta anche e proprio come antitumorale [prossimamente]. 

 

Cosa dicono gli studi

Nel 2014, è stato pubblicato sull'ACS Journal of Agricultural and Food Chemistry, uno studio dal titolo "Bioactive compounds from culinary herbs inhibit a molecular target for type 2 diabetes management, dipeptidyl peptidase IV." [4] che aveva lo scopo di analizzare alcune spezie acquistabili comunemente (origano greco, origano messicano, rosmarino e maggiorana [prossimamente]) nella loro capacità di inibire DPP-IV e tirosina fosfatasi 1B (PTP1B). Questi enzimi che svolgono un ruolo nella secrezione di insulina e mediazione dell'insulina, sono risultati inibiti da alcune sostanze attive dette flavonoidi, fornendo spunti per la ricerca.

 

Lo studio ha attribuito le migliori performance in particolare all'Origano Messicano, ma poiché in Italia è di difficile reperimento ed il contenuto di carvacrolo elevatissimo nell'origano greco (quello più comune nella nostra zona) è stato a sua volta associato a forti benefici nel controllo dell'iperglicemia (purtroppo solo in studi su animali... ), possiamo ipotizzare che anche affidarci alla più nota pianticella che possiamo coltivare sul balcone sia una buona prospettiva. La piccola abitudine di utilizzare origano per cucinare, unitamente ad altri Rimedi Naturali in grado di agire similmente, potrebbe portarci un giorno a gestire (e prevenire) problemi di diabete, senza il ricorso ai farmaci...forse.

 

Successivamente sono stati fatti alcuni studi che hanno ampiamente rinforzato questi risultati, proprio per quanto riguarda Origanum Vulgare, anche sul diabete di tipo 1, ma solo su topi, la cui induzione forzata al diabete non solo è ignobile ma dal nostro punto di vista pure inutile tanto quanto eventuali esperimenti su di essi. Dunque non abbiamo punti di riferimento su quantità ed efficienze, ci si può riferire solo alla storia ed alla tradizione, supportate da questo inizio scientifico in attesa come al solito di qualche iniziativa di tipo clinico.

 

Consumare origano spesso: una buona abitudine.

In linea di massima sappiamo dalla storia dell'umanità che l'origano è un alimento sicuro. I risultati incoraggianti si sono avuti sia utilizzando le foglie fresche che essiccate sebbene in leggero diverso rapporto quindi possiamo assumere come buona prassi l'utilizzo sia in forma fresca, coltivandolo facilmente in giardino o sul balcone, che sotto forma di spezia alimentare essiccata.

Negli studi esistenti poi si fa riferimento ad estratti acquosi o metanolici, il che non facilita il comprendere come e quanto origano possa aiutare davvero a gestire e prevenire il diabete. Chi ne soffre già però potrebbe semplicemente adottare questa buona pratica, quella di assumerlo costantemente, oppure anche assumerlo con integratori esistenti in capsule, disponibili anche nelle farmacie. Questi ultimi sono noti anche per essere innocui, quindi possono essere adottati nella quotidianità così da valutarne i benefici. 

In fase di prevenzione però, perché come già detto siamo tutti a rischio (vedi articolo), si può semplicemente adottarlo fresco, nella cucina di ogni giorno come buona norma alimentare. 

 
 
Informazioni e studi sull'efficacia Pubblicazione Anno V VV U

Uno studio ha verificato l'efficacia di alcune spezie comuni tra cui l'origano, nel facilitare l'insulina inibendo DPP-4 
"Antifungal activities of origanum oil against Candida albicans"
Manohar V1, Ingram C, Gray J, Talpur NA, Echard BW, Bagchi D, Preuss HG. (->)
2014  N S
Informazioni e studi sull'Utilizzo
- Nessuna informazione disponibile al momento.
Informazioni e studi su Avvertenze, Rischi, Effetti collaterali
- Nessuna informazione disponibile al momento.

 


 

Crediti Immagine: "Oregano" di tibbygirl