Se ti senti sempre stanca, hai il ferro basso e pensi che l'unica soluzione sia ingozzarti di carne di cavallo o prendere un integratore artificiale, la biologia ha una risposta diversa per te. La carenza di ferro non si cura forzando il corpo con pillole sintetiche che irritano lo stomaco, né aumentando il consumo di cibi animali ricchi di tossine da cottura. Il nostro corpo è programmato per funzionare con il ferro pulito, sicuro e controllato che la natura ha confezionato all'interno dei vegetali integri a foglia verde.
A differenza dei prodotti chimici industriali che forzano le porte dell'intestino creando accumuli tossici, il ferro vegetale viene assorbito dall'organismo solo in base alle sue reali necessità, garantendo una rigenerazione del sangue profonda, pulita e priva di effetti collaterali. Smettere di trattare il proprio corpo come un bidone della spazzatura e tornare a un'alimentazione fisiologica è l'unica via per spegnere l'infiammazione e riprendere il controllo della propria salute.
I prodotti finali della glicazione avanzata sono associati in modo sempre più evidente al diabete di tipo 2. Questa correlazione è nota da almeno trent'anni, ma solo nell'ultimo quindicennio la ricerca ha chiarito le reali dinamiche di causa ed effetto che spiegherò a breve in un nuovo articolo dedicato [prossimamente] "AGEs e la relazione a doppio senso con il Diabete T2".
Si tratta di un ritardo temporale immenso se pensiamo che solo oggi si inizia a parlare apertamente di glicazione non enzimatica come processo lesivo e di glicotossine come elementi di danno irreversibile. Se queste informazioni fossero state diffuse prima, molte persone – me compresa – avrebbero potuto correggere il tiro in anticipo, preservando l'integrità del proprio organismo.
Sono stati chiamati AGEs (Advanced Glication End Products), o anche glicotossine, le sostanze che derivano come scarto di una reazione chimica tra proteine o lipidi che si legano a zuccheri liberi chiamata glicazione.
Questo processo chimico, quando avviene dentro al corpo umano per mediazione degli enzimi, ha anche una sua funzione fisiologica e non genera sostanze di scarto dannose.
Al contrario, quando avviene in maniera incontrollata, genera scarti, ovvero sostanze deformate che diventano tossiche (le glicotossine, appunto) e che il nostro corpo non è in grado di gestire correttamente, ma che sopratutto, non riesce ad eliminare.
Quali comuni mortali, siamo giunti al 2025 senza sapere quasi nulla delle GLICOTOSSINE, ma oggi, siamo costretti a farci i conti ed imparare a ridurne la presenza nel nostro corpo.
Le glicotossine infatti, note anche come "prodotti finali di glicazione avanzata" (AGEs), sono un gruppo eterogeneo di composti altamente ossidanti che la letteratura clinica identifica come molecole gravemente patogene nel diabete e in numerose altre complicanze croniche.
Il mio obiettivo è mantenere un'alimentazione a basso contenuto di carboidrati (LOW CARB) per garantirmi una nutrizione completa che non sia fonte di malattia. Questo approccio mi evita di sovraccaricare l'organismo con un eccesso di cibo o nutrienti difficili da tollerare. Come spiego in questo articolo, ho scelto LOW CARB invece della più famosa KETO, per ragioni che ritengo coerenti con la filosofia di ritorno al naturale che cerco di applicare.
Un pasto LOW CARB ben bilanciato assicura il corretto apporto di micronutrienti e un prolungato senso di sazietà. Una recentissima analisi nutrizionale pubblicata su Frontiers in Nutrition ha valutato l'adeguatezza dei micronutrienti nei piani alimentari a basso contenuto di carboidrati. Lo studio ha dimostrato che quando i menu low-carb sono formulati correttamente (inserendo vegetali e grassi sani), superano ampiamente le raccomandazioni giornaliere (DRI) per le Vitamine A, C, D, E, K e l'intero gruppo B (B1, B6, B12, folati).
Da vegetariana prima e da vegana poi, ho dovuto farmi spesso questa domanda e fare i conti con la spinta a consumare proteine in quantità sufficiente, rincorrendo un mito che sono poi arrivata a mettere in discussione.
Coloro che (a differenza di me) mangiano carne e pesce, spesso ne consumano in maniera abbandante (anche eccessiva), tanto da non sentire il bisogno di calcolare la coerenza di quelle che sono diventate le "raccomandazioni OMS" e che per il fenomeno del telefono senza fili oggi sono l'emblema della falsa informazione.
Chi invece cerca di trovare una quadra tra etica e fisiologia, si deve per forza essere fermato un attimo a chiedersi come fare a soddisfare questo benedetto fabbisogno proteico. Io ho stabilito le mie linee guida partendo dalla mia storia personale e dai dati ad oggi disponibili.
In questo articolo evidenzierò le differenze sostanziali tra due regimi alimentari oggi sotto i riflettori (Keto e Low Carb), spiegando perché sono giunta a scegliere la Low Carb per me stessa. Ritengo infatti che questo approccio sia il migliore in assoluto, soprattutto dal punto di vista della fisiologia.
Il corpo umano non è molto diverso da come era prima dell'avvento dell'agricoltura (12.000 anni fa). Il nostro corpo infatti, si è adattato nei milioni di anni per raccogliere frutta e verdura quando è a disposizione, quindi anche per tollerare e gestire zuccheri naturali, provenienti da vegetali che ne sono ricchi. Privarsene è assolutamente fuori da ogni logica di ritorno al naturale. Questa logica non dovrebbe essere minimziale come romantica, ma considerata la base della fisiologia.
Quando nel sangue c'è troppo zucchero, accade un fenomeno silenzioso: le cellule si "caramellizzano". Questo processo si chiama glicazione ed è il motore segreto che alimenta la resistenza insulinica e l'invecchiamento precoce, inteso non come il semplice aumentare delle rughe, ma come un vero decadimento precoce delle funzioni biologiche dove una persona ancora relativamente giovane può dover affrontare la vita di una persona anziana per colpa dell'insorgere di patologie gravi. Il legame tra l'accumulo di zuccheri, il danno cellulare e il decadimento funzionale dei tessuti è stato ampiamente descritto in letteratura, come evidenziato nello Studio clinico sulla biochimica della glicazione nell'invecchiamento (PMC).
Capire i termini scientifici è il primo passo per difendersi. In questo glossario semplificato trovi le parole chiave spiegate in modo chiaro e tutti i collegamenti per approfondire i rimedi naturali e le strategie alimentari.
Di seguito evidenzierò i termini chiave, ma ciò che è importante capire è che tutto questo processo si attiva per un eccesso di zuccheri nel sangue chiamato PICCO GLICEMICO. Ecco dunque che partiamo da qui per seguire il filo logico della terminologia legata alla maggior parte delle patologie gravi che conosciamo.
Sappiamo che le GLICOTOSSINE (AGEs) sono piccole formazioni dannose (non gestite e non eliminate dal corpo), che si accumulano danneggiando tessuti ed organi portando a patologie potenzialmente mortali. Vi invito a leggere "2025: Malattie sono associate agli AGEs. Anche la tua?".
In questo caso ci occupiamo solo di prendere consapevolezza di quanto possano essere dannosi i singoli alimenti in base al loro contenuto di AGEs, così da poter adottare il più possibile una alimentazione fisiologica.
Alimentazione
Written by Eva Melodia on .
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Un rischio mortale: cosa sono gli AGEs (endogeni ed esogeni) ?
Sono stati chiamati AGEs (Advanced Glication End Products), o anche glicotossine, le sostanze che derivano come scarto di una reazione chimica tra proteine o lipidi che si legano a zuccheri liberi chiamata glicazione.
Questo processo chimico, quando avviene dentro al corpo umano per mediazione degli enzimi, ha anche una sua funzione fisiologica e non genera sostanze di scarto dannose.
Al contrario, quando avviene in maniera incontrollata, genera scarti, ovvero sostanze deformate che diventano tossiche (le glicotossine, appunto) e che il nostro corpo non è in grado di gestire correttamente, ma che sopratutto, non riesce ad eliminare.
L'accumulo di AGEs è mortale
Da almeno 30 anni, studi scientifici hanno identificato e portato avanti ricerche sugli AGEs e sul loro ruolo nella patogenesi umana. Citando una revisione degli studi del 2025 ("Prodotti finali della glicazione avanzata e malattie umane" di Hamad Abu Zahra) osserviamo che senza mezzi termini, viene affermato che gli AGEs (questi mattoncini deformati) si accumulano nel tempo su organi e tessuti, rendendoli rigidi, disfunzionali, distruggendoli, danneggiando in maniera irreversibile la nostra salute e la nostra speranza di invecchiare senza soffrire in maniera drammatica.
"Proteine, lipidi e acidi nucleici possono subire glicazione e ossidazione non enzimatiche, portando alla formazione di prodotti finali di glicazione avanzata (AGE). Questi composti chimicamente stabili si accumulano nel tempo in vari tessuti e sono fortemente implicati nella patogenesi di diverse malattie croniche umane, tra cui deterioramento cognitivo, diabete, insufficienza renale, ictus, malattie cardiache e malattie neurodegenerative come spiego in questo articolo dal titolo 2025: Queste malattie sono associate agli AGEs. Anche la tua?. Gli AGE contribuiscono allo sviluppo di queste condizioni formando legami crociati tra le proteine, modificando i recettori cellulari e inducendo stress ossidativo, che si traduce nella compromissione funzionale delle molecole biologiche. Pertanto, sono considerati un segno distintivo delle malattie metaboliche, in particolare quelle associate all'invecchiamento e allo scarso controllo glicemico. Questa revisione fornisce un'analisi completa del ruolo degli AGE nell'eziologia della disfunzione vascolare, del declino cognitivo, della compromissione renale, degli accidenti cerebrovascolari e delle malattie cardiovascolari. Inoltre, vengono esplorati i meccanismi cellulari alla base dei quali gli AGE esercitano i loro effetti deleteri, tra cui le vie di segnalazione mediate dai recettori, l'infiammazione e il danno ossidativo. Infine, vengono discusse le potenziali strategie terapeutiche volte a inibire la formazione di AGE, rompere i legami crociati degli AGE o bloccare i recettori degli AGE, evidenziandone la promessa nel mitigare le patologie associate agli AGE."
Purtroppo, le logiche economiche impediscono a queste informazioni fondamentali di circolare in maniera adeguata, il tutto per non destare il crollo della produzione industriale di alimenti nocivi.
Ad oggi sappiamo che esiste una relazione interdipendendente tra AGEs e Diabete (e PREDIABETE), dove gli AGEs causano direttamente e senza dubbi il diabete, mentre il diabete, con il suo metabolismo "sbagliato" degli zuccheri come effetto principale, causa la produzione di ulteriori AGEs, in un circolo vizioso senza fine.
Le fonti di AGEs sono infatti due:
Fonte endogena:
Quando nel corpo umano si verifica una disponibilità di zucchero nel sangue superiore alla dose richiesta per il mantenimento metabolico, si verificano glicazioni NON ENZIMATICHE, ovvero reazioni chimiche che produrranno scarti tossici NON ELIMINABILI. L'eccesso di zucchero nel sangue innesca glicazioni non enzimatiche, generando scarti tossici permanenti. Lo studio clinico Prediabete e rischio di mortalità, complicanze e comorbilità correlate al diabete: revisione generale di meta-analisi di studi prospettici dimostra come i picchi glicemici siano direttamente correlati alla produzione interna di tali composti dannosi.
Questo processo, in fase di costante studio, avviene ogni volta che per qualsiasi ragione si verifica un PICCO GLICEMICO.
Normalmente la glicemia nel corpo umano si mantiene tra i 70 e i 99 mg/dl, anche durante un pasto, grazie ad una capacità funzionale atta a garantire una disponibilità costante di zucchero per le cellule. Quando in presenza di un pasto troppo ricco di zuccheri e povero di altri nutrienti fondamentali, oppure in presenza di danno metabolico permanente (Diabete) il corpo non gestisce più l'equilibrio glucidico, si verificano PICCHI GLICEMICI dove la glicemia supera i 100 mg/dl per un tempo variabile, dipendente dalla capacità del corpo di ripristinare una situazione di equilibrio.
Alla crescita del picco e per tutta la durata del picco, si verifica la biodisponibilità di zucchero tale da provocare continue glicazioni NON ENZIMATICHE e dunque la produzione interna di scarti AGEs.
Per tale ragione, pasti con forte presenza di cibi ad alto contenuto di carboidrati (alimenti ultraprocessati che in natura non esistono e che prevedono lunge trasformazioni come farine e prodotti da forno o succhi di frutta e bibite varie), sono spesso alla base della produzione di AGEs endogeni non enzimatici poiché causano un superamento del valore fisiologico di disponibilità dello zucchero nel sangue.
I cibi sono la fonte da cui assumiamo AGEs e la presenza nei vari cibi è direttamente proporzionale rispetto a due principi fondamentali. 1. Le fonti animali contengono AGEs per loro natura e 2. La cottura e la conservazione producono AGEs. Ciò significa che cibi di origine animale, processati, conservati e/o cotti, avranno un contenuto di AGEs notevole.
Ciò significa che tanto più vegetale e crudo mangiamo, tanti meno AGEs introduciamo.
Evitare o limitare il più possibile di produrre AGEs con picchi glicemici anti-fisiologici ed eliminare dall'alimentazione (o ridurre al massimo) l'introduzione di AGEs dal cibo adottando una alimentazione fisiologica (a basso contenuto di fonti animali, alto contenuto di vegetali crudi e basso contenuto di zuccheri processati, tra cui bevande zuccherine e cereali sopratutto raffinati) è l'unico modo di garantirsi una salute longeva che possa anche contrastare gli assalti continui da parte dell'ambiente tossico e inquinato in cui viviamo, e farci vivere serenamente anche qualche eccesso.
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