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Melanoma (Tumore della Pelle)

Melanoma (Tumore della Pelle) (3)

 
Il Melanoma Cutaneo è una Neoplasia (tumore) derivante dalla trasformazione di alcune delle cellule che formano la pelle, i melanociti.
Questi fanno parte, insieme ai cheratinociti, dello strato di pelle chiamato epidermide e svolgono il delicato compito di proteggere la pelle dai danni dei raggi UV. A tal fine producono melanina, la sostanza che abbronza, e possono raggrupparsi anche in condizioni di salute sotto forma di nei (nevi).
Le tesi sulle cause di questa devianza cellulare sono incentrate su fattori di rischio quali caratteristiche somatiche ed "eccessiva" esposizione al sole che porti a Scottatura [prossimamente], da cui è nata la cultura della Crema Protettiva Solare [prossimamente]. Vogliamo però precisare che esistono sul tema studi discordanti e voci fuori dal coro, le quali al contrario, attribuendo allo sviluppo dei tumori in generale un ruolo cardine nel sistema immunitario in deficit, l'eccessiva protezione dai raggi solari con creme protettive, sopratutto in una era in cui l'esposizione al sole è fortemente limitata da pessime abitudini culturali, può essere al contrario ed a sua volta, da considerare un fattore di rischio insieme alla correlata carenza di vitamina D.
 
Questi tumori possono nascere sia sulla pelle integra che su nei esistenti, nati durante il corso della vita oppure presenti alla nascita. 
Sono suddivisi in base alla loro penetrazione in profondità e si dividono in melanoma a diffusione superficiale (il più comune, rappresenta circa 70% di tutti i melanomi cutanei), lentigo maligna melanomamelanoma lentigginoso acrale e melanoma nodulare, quest'ultimo considerato più grave perché tende ad infiltrare in profondità già in fase iniziale.
 
Poiché la prognosi può rivelarsi tanto più favorevole tanto prima avviene una diagnosi corretta, è importante un auto-esame periodico della propria pelle.
 
Il cambiamento nell'aspetto di un neo o la comparsa di uno nuovo andrebbero osservate secondo un schema chiamato ABCDE, grazie al quale rivelarne la pericolosità o la mutazione in forma "maligna". Tale osservazione andrebbe fatta personalmente di frequente rispetto ai propri nei, prima ancora di controlli periodi ad eventuali nei a rischio. Lo schema ABCDE è facilmente spiegabile e fruibile a chiunque:
A indica l'Asimmetria nella forma. Normalmente infatti i nei tendono ad essere regolari, auto-contenuti, tondeggianti; B è riferito a Bordi irregolari non chiaramente distinguibili;  C si riferisce al Colore variabile, perché una mutazione tumorale tende ad avere una colorazione variegata all'interno del neo stesso.
D considera le Dimensioni crescenti in termini di larghezza e/o spessore; E valuta l'Evoluzione nel breve periodo in termini di mutazioni ABCD.
Meno definitivi come indizi, ma da rilevare come significativi son il sanguinamento del neo, l'arrossamento o il prurito ed anche un eventuale nodulo ingrossato.
 
Nel mondo, data l'incidenza sempre crescente di questo tumore talvolta mortale, sono in atto diverse prassi mediche finalizzate alla cura, talvolta contrastanti tra loro. Tra queste sicuramente la chirurgia è la scelta più frequente perché mira ad asportare l'intera zona danneggiata, ma successivamente, se le cellule tumorali si fossero disperse in altre sedi, l'approccio sarebbe quello comune alle neoplasie maligne, con trattamenti di radioterapia e chemioterapia. La ricerca degli ultimi anni si è sempre concentrata nello specializzare e rendere più efficienti queste pratiche, sostanzialmente senza cambiare granché punto di vista. Dopo anni di risultati poco entusiasmanti in medicina oncologica, ci si è accorti che parte del problema è da ricercare nella disattesa risposta del sistema immunitario. La medicina allopatica si è, di conseguenza, dedicata in parte a questa nuova branchia della ricerca, ma con il solito approccio volto a forzarne la reazioni attraverso composti che chiamati "vaccini" ed ancora in fase "sperimentale".
 
Nel frattempo un vasto numero di persone ed un esiguo numero di ricercatori è andato invece in direzione contraria, cercando tra gli elementi naturali chemioterapici dolci e privi di effetti collaterali, verso il ripristino degli schemi fisiologici del Sistema Immunitario e verso lo studio di quello che viene chiamato Terreno Oncologico (definito da Di Bella) che permette lo sviluppo dei tumori, ovviamente allo scopo di prevenirne e curarne gli effetti.
In questo senso proveremo a riportare schede specifiche sviluppate a titolo informativo su ogni Rimedio Naturale o prassi naturale, che verrà via via affrontato e scoperto. 
 

 

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